giovedì 11 aprile 2013

REBUS - LUCE SU UN RAPPORTO ISPETTIVO

Cliente
Questa sequela di dati mal riportati e dispersivi valgono solo per gli incliti che così capiranno ben bene che chi discetta in questo post non è un cialtrone e sa quel che dice (almeno in questo caso). Proprio oggi improvvisamente, inopinatamente, inaspettatamente (per taluni amici miei) viene nominato gran capo della Vigilanza sulle Aziende di credito il dottore Carmelo Barbargallo.Succede a colossi come Sarcinelli (il nostro compaesano Pùtano lo escludiamo per carità di patria). De Sario Frasca ed altri che non conosco. Entò in Banca D'Itaia il dottore Carmelo Bargbagallo - già ufficiale della Guardia di Finanza - quando io ne uscivo. Credo di averlo incrociato come numero due di ispezioni in quel dell'Irpinia. o adiacenzae. Per me è un illustre sconosciuto. Ma non nell'ambiente. Visco a quanto pare comincia a raddrizzare la schiena della Vigilanza Bancaria. Oltre ai miei complimenti, il mio fiducioso augurio. Ce n'è bisogno egregio signor Governatore, dottore Ignazio Visco.
osizione complessiva
classificazione
previsione perdite
·       Cliente
·       cassa
·       firma
·       totale
·       Classificaz. aziendale
·       Classif. ispettiva
·       prev. perd. aziendale
·       prev. perd. ispettiva
rapporto perdite/espos.
·       AIPA SUD SRL
·       437
·       0
·       437
·       NORMALE
·       SOFFERENZA
·       0
·       437
100
·       xxxxxxxxxxx
·       15422
·       0
·       15.422
·       NORMALE
·       SOFFERENZA
·       0
·       7711
50
·       CIANCIOLA SPA
·       1080
·       163
·       1.243
·       NORMALE
·       SOFFERENZA
·       0
·       1243
100
·       xxxxxxxxxxxxx
·       4692
·       5719
·       10.411
·       NORMALE
·       SOFFERENZA
·       0
·       7510
72,14
·        
·       xxxxxxxxxxxxxx
·       20476
·       0
·       20.476
·       NORMALE
·       SOFFERENZA
·       0
·       10238
50
·       MOTOCICLOSUD
·       350
·       0
·       350
·       NORMALE
·       SOFFERENZA
·       0
·       350
100
·       RISTITAL
·       395
·       0
·       395
·       NORMALE
·       SOFFERENZA
·       0
·       395
100
·       ITALCOSTRUZIONI
·       0
·       2035
·       2035
·       NORMALE
·       SOFFERENZA
·       0
·       0
0
·       totali
·       42.852
·       7.917
·       50.769
·       27.884
54,92


Spieghiamo questo quadretto sovrastante. Un ispettore della Banca d'Italia entra in una azienda di credito. Viene da lontano e non sa stare vicino. Ha la presuzione di stabilire lui se una esposizione creditizia mettiamo di 15 o di 10 o di 20 miliardi di vecchie lire (si tratta di una ispezione della fine degli anni Ottanta) da NORMALE quale la giudicano i dirigenti apicali della azienda va invece a SOFFERENZA e il dirigente ispettivo della Banca d'Italia che pur pubblico ufficiale giammai gli hanno fatto giurare fedeltà alla Costituzione stabilisce anche a quanto ammontano le perdite temute. Questo dato poteva far scattare le misure di rigore (gestione straordinaria e all'epoca anche liquidazione coatta amministrativa). Con le tante Basilee e l'invenzione della vigilanza e del bilancio prudenziale si può finire davvero sotto processo per bancarotta più o meno variopinta. Nel caso di specie la mia capacità sofistica e la grande abilità dell'allora avvocato Severino mandarono in fumo tutti gli ardori del giovane e dispettoso ispettore.
Oggi non so più come si svolgono questi riti ispettivi. Ne sono fuori dal 1° febbraio del 1981. Potrei fare ancora scuola ma l'alta dirigenza della Banca d'Italia, sino a Visco, mi vedeva come il fumo negli occhi.


Diciamo solo che un clemente rapporto ha mandato in fumo persino l'onorabilità di un passato Governatore.
 

Lettera ad uno spretato con resipiscenze predicatorie


Due mondi contrapposti eppure identici nel loro opposto: quello tuo, Vittorio e

e quello di Zarathustra: due super-uomini con voglia di redimerci. Noi umani già

vissuti, o loro vergini fanciulle ancora catecumeni dell’amore. Perché ci volete

dannare o salvare? Zarathustra che dalla sua “bellezza” vuol far male a coloro

cui fa bene; e tu che dal tuo vortice inquieto  vuoi far bene a coloro che ti

sono estranei.

E create un linguaggio esoterico, irreale, poetico l’uno; stridulo l’altro. Le

parole sono pietre – sia pure di diversa levigatura. Al mio cuore ormai arido

per ottant’anni di perenne incessante dover battere poco entrambi potete dire;

al mio intelletto, il luccichio del vostro acuto e folle ingegno diverte, desta

ironica curiosità. Deja vu. 

 

 

IL CANTO NOTTURNO

ALSO SPEACH ZARATHUSTRA

 

E’ notte e tutte le fontane che zampillano parlano più forte. Anche la mia anima

è ora una zampillante fontana.

E’ notte: soltanto ora si risvegliano le canzoni degli innamorati. Anche la mia

anima è il canto di uno che ama.

C’è in me qualcosa di inappagato, di inappagabile; esso vuole aver voce. C’è in

me un desiderio d’amore che parla il linguaggio stesso dell’amore.

Io sono luce : ahimé, vorrei esser notte! Ma questa è la mia solitudine: che io

son circondato dalla notte come una cintura.

Ah, se potessi essere oscuro e notturno! Come vorrei succhiare alle mammelle

della luce!

Eppoi vorrei benedire anche voi, piccole stelle scintillanti, voi lucciole

lassù! Sentirmi beato per i vostri doni-di-luce.

Ma io vivo nella stessa mia luce, io ribevo entro me stesso le fiamme che da me

erompono.

Io non conosco la felicità di colui che prende: e spesso faccio un sogno , che

cioè il rubare debba dare anche maggiore felicità che il ricevere.

Questa è la mia povertà. Che la mia mano non si riposa mai nel donare, questa è

la mia invidia, che io vedo occhi che aspettano  e notti illuminate dalla

nostalgia.

Oh, infelicità di tutti coloro che donano! Oscuramento del mio sole! Desiderio

di brama! Fame ardente della sazietà!

Essi prendono da me: ma tocco io ancora la loro anima? Fra il donare e il

pretendere c’è un fosso e il fosso più piccolo è quello che bisogna varcare per

ultimo.

Dalla mia bellezza nasce una fame: vorrei far male a coloro cui faccio bene,

derubare coloro cui ho  donato : tanto ho fame di malvagità.

 

martedì 9 aprile 2013

Pro omnibus? No, resta pro omnia

Esco scornato dal colloquio con un professore che stimo moltisimo: bonariamente come suo costume mi dice che PRO regge l'ablativo. Dovrei quindi modificare la testata in PRO OMNIBUS. Solo che mi suona un po' cacofonico. Qel bus finale mi richiama quello che da casa mi porta a piazza Venezia. Non  correggerò quindi nulla. Voglio salvarmi in corner. Dico che OMNIA è soggetto posposto al PRO ed il pro vuol essere la finalità indefinta degli oggetti che i miei ONNES vorrebbero beneficiare o conseguire. Non sarà latino classico, ma mi tona a fagiolo e l'utilitarismo è la mia  novella religione, quella di un ottantenne nato e cresciuto nel millennio scorso e che crede - poverino - di aver qualcosa ancora da dire in questo nuovo, come se ancora fosse ammesso che un vecchione che tutte le guerre ha fatto ora davvero possa sedersi come cicala in estate su un albero verde a darsi un troppo parlare fiorito, mentre una procacissima Elena si apporssima alle porte SCEE.

Scrivevo poco tempo fa ....


Voglio scrivere in fretta e furia queste mie ulteriori “cazzate” (così me le definisce il professor Di Grado e io dinanzi al mondo accademico mi annichilo) prima che scorrano di dati della regione Lazio (ove concorre un mio compaesano ex deputato).

Sono “cazzate” che fanno il paio con quelle scritte in CONTRA OMNIA RACALMUTO domenica scorsa, in tempo non sospetto  e in anticipo dei tempi. Credo di averci azzeccato in pieno. Ma queste d’ora saranno cazzate ancora più vistose e mi aspetto le querimonie dei moderni saggi che danno dell’anima morta a chi sta al vertice del PD. Avrei voglia di rintuzzare: ma voi “intelligenze vive” cosa avete fatto per dare una coscienza civile, una cultura a questo 25% degli italiani che ha scelto DEMOCRATICAMENTE Grillo? Nemo dat quod non habet.

Diciamo che siamo messi male. Non perché vince Grillo e perde Bersani, perde Monti ma vince Berlusconi, vanno a casa Fini, Binetti e Buttiglione ma torna anziché alla camera al più prestigioso senato Scilipoti, mio caro amico; e manco perché liquidati in malo modo Ingroia e Di Pietro ma Nencini dice che loro in parlamento ci vanno lo stesso. Queste sono storie di piccoli uomini: che ci siano o no, significa poco. Sono gli intellettuali collettivi  quelli che contano.

I guai stanno venendo per l’insipienza dei mass media massimi che ripetendo ad ogni piè sospinto che “ha vinto l’ingovernabilità” hanno spinto a pensarla allo stesso modo l’intera stampa internazionale. Addio mercati: i bancari bloccati per eccesso di ribasso. E chi se ne frega! esulteranno i soliti imbecilli cu lu cuocciu di la littra e con l’FB a portata di mano. Già, ma la marea dei titoli pubblici in scadenza (ora invero i nuovi scienziati dell’ispettorato vigilanza sulle aziende di credito do palazzo Koch nota sede sociale del capitale quello di Karl Marx in Italia li hanno esorcizzati denominandoli titoli governativi nazionali) chi li rinnoverà con l’aggiunta degli interessi maturati? Sai che ridere se andiamo incontro ad un flop di cassa della Tesoreria di Stato. Addio stipendi di tanti accademici, primari, archeologi, clinici, giornalisti di stato, professori dal liceo agli asili nido e cialtroni LSU! E qui il felice sarei io, ma non sono cinico sino a questo punto, ma molto mi ci avvicino.

Urge quindi fare un governo che assicuri i mercati della economia globale del terzo millennio. E chi lo a? Lo Stato ormai è hegheliano: basta l’idea e tutto si supera. Un certo Salvemini (mi pare) ebbe a dire non ho mai visto un ente pubblico fallire per una cifra in rosso. E aveva ragione da vendere.

sabato 6 aprile 2013

Lo Stato-mafia non esiste


Lettera aperta al criminologo con l’amore sociale nel cuore

Gentile Professor Nils Christie,

non sono sicuro se riuscirò a farle avere questa lettera, se riuscirò a tradurla in inglese e non so neppure se lei mi risponderà, ma ci provo lo stesso perché mi piacciono le imprese impossibili. Innanzitutto mi presento: sono un “uomo ombra”, così si chiamano fra di loro in Italia gli ergastolani ostativi a qualsiasi beneficio penitenziario.

Sono un “cattivo e colpevole per sempre” destinato a morire in carcere se al mio posto in cella non ci metto qualcun altro, perché sono condannato alla “Pena di Morte Viva”, infatti in Italia una legge prevede che se non parli e non fai condannare qualcun altro al tuo posto, la tua pena non finirà mai e si esclude completamente ogni speranza di reinserimento sociale. Questa condanna è peggiore, più dolorosa e più lunga, della pena di morte, perché è una pena di morte al rallentatore, che ti ammazza lasciandoti vivo.

Professor Nils Christie, un amico sconosciuto, (le amicizie con gli sconosciuti sono le più belle), Tommaso Spazzali, che ha fatto la postfazione al suo libro nella versione italiana, mi ha inviato e donato il suo saggio. L’ho letto in un solo giorno e condivido molto i suoi pensieri e tutto quello che ha scritto. Anch’io penso che la mafia e la criminalità organizzata come tutti i poteri nascono dall’alto e non dal popolo e dai poveracci, ma piuttosto dai potenti e dai ricchi. Poi quando lo Stato-Mafia è in difficoltà manda in catene le persone che ha usato per raggiungere e mantenere il potere. Spesso in Italia sono proprio i mafiosi che urlano di lottare contro la mafia, per far credere che non sono mafiosi. Lo so, non ho prove per dimostrare queste affermazioni, ma io non sono un giudice (e neppure un criminologo) e non ho bisogno di prove perché non devo condannare nessuno, tento solo di pensarla diversamente da come lo Stato-Mafia vuole farmi pensare. Non so cosa accade negli altri Paesi, ma il carcere in Italia non ti vuole solo togliere la libertà, ti vuole anche possedere. Credo che sia impossibile “rieducare” un uomo che ha commesso un crimine se questo non si sente amato e perdonato dalla società.

Professor Nils Christie, a questo punto lei si domanderà perché le sto scrivendo.

Ebbene, sono tanti anni che lotto contro i mulini a vento, quasi da solo, per l’abolizione dell’ergastolo ostativo in Italia. Leggendo il suo libro mi sono fatto un’ idea della sua coscienza sociale e penso che lei non sia d’accordo che una persona possa essere cattiva e colpevole per sempre e murarla viva fino all’ultimo dei suoi giorni, senza neppure la compassione di ucciderla.

Per questo ho pensato di scriverle per chiederle di aiutarmi a fare conoscere all’estero la “Pena di Morte Viva” che esiste in Italia, unico Paese al mondo che se parli esci e se no stai dentro, come nel Medioevo.

Se vuole sapere qualcosa di me e dell’ergastolo ostativo, potrà trovare i miei scritti sul sito www.carmelomusumeci.com, curato dalla figlia che il cuore ha adottato e dal mio angelo (anche i diavoli a volte ne hanno uno).

Le invio un sorriso fra le sbarre

Carmelo Musumeci

Carcere di Padova, marzo 2013

Il Professore Nils Christie, nato a Oslo nel 1928, docente all’Università di Oslo, uno dei più noti criminologi a livello mondiale, ha avuto la mia lettera e mi ha scritto:

Caro Carmelo, innanzitutto grazie per la tua lettera. L'ho ricevuta in un ottimo inglese. Avrei dovuto rispondere molto tempo fa ma ho avuto dei problemi di salute. Ora sto di nuovo bene e mi preparo per un viaggio in Italia.
Dunque il sistema ostativo mi pare orribile. Non riesco a capire come può essere in accordo con le norme e le regole internazionali. Contatterò degli esperti di diritto internazionale e chiederò, poi cercherò di farti avere la loro risposta. Certamente parlerò di questo durante il mio viaggio in Italia.
Indipendentemente da quanto gli esperti possono dire, io voglio dire da uomo normale che questo sistema, per come l'hai descritto, è in contrasto con le regole dei rapporti che le persone normali hanno. Se capisco bene ciò che dici, il sistema ti chiede di dare informazioni su una altra persona, spesso un amico, per avere dei benefici. Nelle torture delle dittature questo sistema è talvolta usato perché uno denunci un altro. Il sistema di cui ho sentito in Italia è come una tortura.

 

Ho risposto al Professor Nils Cristie:

Le sue parole sono state per me come gocce di vita perché lei mi ha confermato che è moralmente sbagliato il ricatto della delazione in cambio di benefici: scambiare qualcosa o qualcuno per tornare in libertà.

Penso che bisognerebbe uscire dal carcere perché uno lo merita e non certo perché si usa la giustizia per uscire dalla prigione.

Spero con e di cuore di poterla incontrare in carcere nella Redazione di “Ristretti Orizzonti”.

A parte documentarla dell’esistenza in Italia della “Pena di Morte Viva”, ci terrei a parlarle del rivoluzionario e illuminante progetto “Scuola Carcere” dove i cattivi educano al bene i ragazzi.

Questo progetto è stato creato e pensato dalla giornalista, e direttrice storica di “Ristretti Orizzonti”, Ornella Favero.

A mio parere sarebbe un’iniziativa da esportare in tutto il mondo per sconfiggere qualsiasi criminalità.

Il mio cuore aspetta d’incontrarla.

………………………………………..

Commento di Calogero Taverna

Innanzitutto gli elogi più sperticati a Carmelo Musumeci per il suo alato saper scrivere.  Ma subito qualche riserva su quello che scrive.

Sono diventato Hegeliano di ferro. Credo nello Stato Etico. Spesso prendo i LINEAMENTI DI FILOSOFIA DEL DIRITTO, ne leggo qualche pagina; non ci capisco un cazzo e butto via il libro. Ma ora, da vecchio, ho scoperto (o credo di avere scoperto) che Hegel il grande buco nero del diritto quanto allo Stato Moderno l’ha tutto circoscritto anche se non totalmente investigato. Arrivo ad una conclusione: lo STATO-MAFIA non esiste, non può esistere, non è etico. Chi afferma che esiste lo Stato-Mafia dice una minchiata. Può tornare consolatorio, ma è falsità E le falsità non giovano a nessuno, specie a che si reputa (e purtroppo lo è) VITTIMA. L’Italia è uno Stato, uno Stato ETICO, uno Stato con fondamenta inattaccabili.

L’ostatività è un provvedimento che lo Stato in certe circostanze può e deve prendere. L’ostatività in uno stato etico non può mai essere un ricatto: tu mi fai entrare un altro come te qui e io ti levo da qui. Una simile scimmiottatura delle titaniche concezioni giuspubblicistiche italiane (Moro, Buttiglione, per citare i minori)non ha a quanto vedo convinto manco l’arrendevole Nils Cristie che in Italia può venire solo per apprendere.

E allora? Il provvedimento può divenire iniquo nel caso concreto. Ho mille ragioni per sostenere che è ormai oltremodo iniquo nel caso concreto di Alfredo Sole. Ho mille motivi che sia iniquo anche nel caso concreto di Carmelo Musumeci. Se è così – e diamine! è proprio così – il difetto è non nello Stato Etico ma in quei giudici forse non all’apice della loro consorteria che trascurano la attenta vigilanza e non correggono le storture applicative di un istituto provvedimenziale ineccepibile in astratto.