martedì 11 giugno 2013

Il municipio a Racalmuto mi triplica l'IMU da un anno all'altro.


Scendo per andare a pagare le “deleghe” come ora si chiamano o in modo aritmetico F24 mandatom
i per Pony dal mio commercialista: Il mio commercialista, mezzo sangue ebreo, è di una esasperante precisione  ed agisce sempre on il criterio dello sfavor clientis. Sì, caro Calogero, la cosa è dubbia ma nell’incertezza pagahiamo il massimo e così stiamo a posto. Tanto pago io, mica lui.


Prima di entrare in banca ho voglia questa volta di dare una sbirciatina all’F24 e vedo collegato all’H148 un enormità che mi fa sobbalzare. Oddio, mi dico stavolta Aldo ha sbagliato! Gli telefono. Anche lui è quello del giorno dopo. Prima deve controllare e poi si vedrà. Siccome si tratta della nuova denominata IMU di Racalmuto (H148) chiamo mio fratello ingegnere. Parla e riparla mi convinco che il mio commercialista come al solito non ha sbagliato.

 

Torno a casa e mi metto a fare certi riscontri e certi controlli. Arrivo a questi sconfortanti appuramenti. Quest’anno debbo pagare una IMUt riplicata per una casetta in campagna a Racalmuto, per la quale ho pagato fior di Bucalossi e per la quale non ho né acqua né fogne perché il Comune rilascia sì licenze si fa pagare forte ma poi non fa né fogne e l’acqua non la fa arrivare per depressione dei ripartitori.

Ccosì chi vuole l’acqua in campagna si deve rivolgersi a quei furbastri che già dispongono di contatori e l’acqua te la danno solo però se partecipi un tempo con milioni di lire ora con tante migliaia di euro.

 

Quanto alle fogne si sono limitati ad agglomerare insieme fogne, luce e gas ma nel solo centro abitato per cui se prima o poi una scintilla elettrica fa incendiare il collaterale gas o se una rottura delle condotte dei liquami si congiunge alla rottura dei fatiscenti tubi dell’acqua salta per aria tutto il paese o ritorna una bell’epidamia e quindi i problemi del paese si risolvono tutti ed immediatamente.

 

Invero noi che abbiamo case in campagne, vero è che hanno abolito il catasto rurale e ora siamo tutti cittadini, urbani cioè, ma questo pericolo di saltar per aria o di bere acqua inquinata dalle fogne non ce l’abbiamo. E che ci lamentiamo a fare quindi?.

Tutto bene se non mi accorgessi che quest’anno per la sola casetta in campagna debbo sborsare mille e 5 euro. Per una analoga e più pretenziosa villetta a Santa Lucia di Fiamignano invece l’IMU ascende a 388 Euro.

Mi prendono  i mammasantissimi quando vado a scoprire che per la stessa casetta senza acqua e senza fogna pagavo di ICI nel 2012 per il 2011 380 euro.

 

Confronto presto fatto, Racalmuto, i commissari di Racalmuto, l’ufficio tributi di Racalmuto da un anno all’altro mi hanno triplicato l’IMU di Racalmuto. E’ uno sgarbo fatto solo a me? Non credo. Ha sbagliato il mio commercialista? Manco a pensarlo.

 

Allora, come mai nessuno a Racalmuto si lamenta? Forse avranno corsie preferenziali e riescono a dribblare esose tassazioni comunali? Ma non credo.

 

A Racalmuto vogliono carabinieri tanti quanti loro residuano per controllare se qualche depravatello dell’ufficio comunale usa il cellulare d’ufficio per contattare una entraineuse per i suoi bisogni corporali, vogliono fare ritornare libero Cuffaro per reincarcerarlo per gli abusi d’acqua o della monnezza  perché quelle dissennate azionare che loro stessi hanno voluto per certe attese lucrative non li hanno adeguatamente ricompensati, ed altre tante facezie  quali spechi per efebici scultorelli alabastrini remunerati da chi fa arte e sproloqui interurbani invece di stare correttamente nel noioso ufficio comunale  per cui percepisce lo stipendio. E’ inutile diffondersi in insinuazioni: sono cose che tutti sanno (ma nessuno parla o peggio provvede).

Bene, vorrei che si spiegasse questa strana triplicazione dell’IMU a Racalmuto. I loro appigli io li conosco tutti. Ma le mie controdeduzioni sono queste:

-          Hanno fatto la parametrazione della capacità contributiva dei racalmutesi con gli aggravi insopportabili del loro agire per tuziorismo?

-          Sanno che vi può essere una legge (e dura lex sed lex) ma esiste poi l’equità: la giustizia applicata al caso concreto?

-          Questo deve avvenire con lo strumento del regolamento: i commissari non hanno tempo perché possono dedicare solo 8 ore del loro impiego ministeriale a settimana per rapporto appunto di pubblico impiego. Ma di culpae in vigilando ne possono accumulare tante. Io scrivo, faccio e-mail, pubblico nei miei due blog e il silenzio di addice ad Elettra. Ma obiettivamente potranno questi signori dire che loro non ne sapevano niente.

-          L’ufficio tributi non è il Cottolengo né la casa di riposo per musicisti; se non sa fare il proprio mestiere si provveda.

-          Non puoi tu ufficio tributi permettere che al contempo il catasto agrigentino applichi rendite a soggetti morti da trent’anni, faccia diventare case abitabili ruderi dell’ottocento e magari trascuri castelli, ville con piscina.  Etc etc. Devi vigilare, correggere, contrappuntare

-          Se tu Ufficio Ragioneria vieni a sapere che on line sono stati pizzicati 600 soggetti che non hanno accatasto le loro case e che l’ufficio ha applicato sanzioni e stabilito oneri tributari, devi pur sapere che te ne rivengono sopravvenienze attive tante e tali da sovvertire il tuo bilancio di esercizio e per conseguenza devi rettificare il tuo patto di stabilità;

-          Di conseguenza tu ufficio tributi non potrai più fare applicare massimi dei massimi delle aliquote  nelle tassazioni locali perché il tuo bilancio non più rosso come prima.

-          E tu ufficio ragioneria devi rettificare il bilancio perché diversamente fai un falso in bilancio di un ente autarchico pubblico. Forse rasenti i reati contro la pubblica amministrazione.

-          E voi commissari – credo pagati ancora come se Racalmuto avesse tuttora più di diecimila abitanti –non potete continuare a guardare spesso l’orologio aspettando he passino le otto ore settimanali.

Tutta sta faccenda qui che ho voluto arruffare perché io non sono candidato a nulla, la passerei ad un comitato cittadino che la valuti e la faccia propria per una azione democratica di difesa degli ignari e indifesi racalmutesi.

Tre sono gli assilli di Racalmuto: molti più carabinierii  per vigilare su chi telefona a spese del comune, che si ritrapianti il salice piangente alla Barona e che soprattutto si finanziano tutte le manifestazioni possibili che comprovare una vera lotta alla mafia (che a Racalmuto non mi risulta che ne sia rimasta molta e qualche bastonata a qualche macchina in disuso mi lascia del tutto indifferente.)

Guai poi se delle cresciutelle bambinelle delle elementari hanno l’ardire di fare i dispettucci che un tempo facevamo noi maschietti allora, non c’è verso: la mafia è risorta. Se poi fanno piccolo casino nell’ausa di Sciascia – che manco sanno chi è – allora a Racalmuto la Mafia colpisce anche l’alta cultura. Va’ a dir loro che così c’è qui nel Centro Nord un deleterio riverbero che affossa ogni conato turistico: allora vuol dire che sei colluso con la mafia. Ti è contro la più collaudata stampa addirittura cara a Sciascia.   E Buttafuoco sul Foglio vuole far rinascere il PODESTA’  a Racalmuto (sempre che sia uno che lo possa favorire nel piccolo teatro di prosa di Catania.)

 

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